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2009: Incontri Primaverili

07|07|09

Conferenze e dibattiti organizzati da BioTicino nel corso della primavera 2009

Autore Admin

L’apicoltura Bio – ristorante delle alpi Mte. Ceneri - 8 aprile 2009

Ha suscitato grandissimo interesse la serata informativa sull’apicoltura biologica, non solo tra gli apicoltori biologici. Infatti hanno presenziato una cinquantina di produttori da tutto il canton Ticino. Lo scopo della serata era quello di avviare una discussione comune tra gli apicoltori ticinesi e cercare di diffondere le nozioni dell’apicoltura biologica. Tra l’altro è stato pure presentata la prima edizione provvisoria in italiano dell’opuscolo “Esigenze per l’apicoltura biologica”, un utilissimo strumento per conoscere le varie regolamentazioni alla base di questo tipo di produzione.

Il relatore, dott. Vet. Marco Bosia ha fatto una carrellata sull’attività apicola, mettendo l’accento sui problemi ambientali, sempre più gravi, che toccano indistintamente gli apicoltori del cantone. L’ape è un sensibilissimo indicatore della “salute” del nostro territorio. Appena qualcosa non va nel nostro ambiente essa ne risente in modo pesante. Evidente l’importanza di questo insetto per l’impollinazione dei fiori, oltre naturalmente alla produzione del prezioso miele.

La discussione che è scaturita al termine della presentazione di Bosia ha permesso di focalizzare alcuni punti che in futuro dovranno essere approfonditi e affrontati con decisione dal settore apicolo.

 La prima evidente considerazione che si può fare è che tutti gli apicoltori ticinesi si trovano ad operare in un territorio sempre più urbanizzato nel quale le fonti di inquinamento diventano sempre più numerose e pericolose.
In questo senso, una prima importantissima conclusione scaturita dalla serata, è la necessità di instaurare una stretta e costruttiva collaborazione tra apicoltori biologici e apicoltori cosiddetti “convenzionali”, per trovare sinergie e possibili collaborazioni per affrontare problemi che toccano indistintamente tutti gli apicoltori.
Questa unione dovrebbe permettere di portare avanti, anche a livello nazionale, rivendicazioni importanti per il settore apicolo ticinese.

 Seconda importante constatazione è il fatto che neppure l’apicoltura biologica può sottrarsi alle influenze nefaste dell’ambiente che ci circonda, tuttavia è una prima importante dimostrazione di una accresciuta sensibilità ecologica da parte dell’apicoltore. Ciò è un aspetto fondamentale anche di fronte al consumatore che vede nel miele un alimento sano e “medicinale”.
Auspichiamo perciò un aumento del numero di apicoltori ticinesi che operano secondo le direttive biologiche, tanto più che i fatti dimostrano chiaramente come attualmente questo tipo di produzione è possibile tanto per l’apicoltore amatoriale che per quello professionista.

 Terzo aspetto affrontato sono le minacce apportate all’apicoltura da altri settori agricoli e para-agricoli. Pensiamo ad esempio a temi d’attualità come la lotta al fuoco batterico con prodotti fitosanitari a base antibiotica, all’uso smodato di prodotti fitosanitari chimici da parte di giardinieri e privati cittadini, alla lotta obbligatoria al vettore della flavescenza dorata in viticoltura, alla concia di sementi con neonicotinoidi e così via.
La lista è lunga ed inquietante. Una volta di più emerge l’esigenza di affrontare in modo comune questi problemi. Il bisogno di un dialogo con i viticoltori e con i servizi fitosanitari è molto sentito.
Questi sono alcuni dei punti affrontati durante la serata. Chiara è emersa l’esigenza di approfondire ulteriormente gli argomenti emersi.

BioTicino si fa garante per tener vivo l’interesse degli apicoltori ticinesi con un sano e costruttivo dialogo comune. La nostra associazione si prefigge anche di convertire un maggior numero di apicoltori alle tecniche apicole biologiche.

Mattinata sul lupo – Ristorante Millefiori, Giubiasco – 9 maggio 2009

L’incontro dedicato alla problematica “lupo in Ticino” era specialmente rivolto agli allevatori biologici del canton Ticino.

Lo scopo di questo incontro era di raccogliere idee e proposte riguardo alla problematica allevamento e lupo. Bio Ticino vorrebbe infatti sviluppare una precisa posizione grazie ad indicazioni concrete degli allevatori, valutando difficoltà e possibilità per poter infine trovare una via pragmatica percorribile.

Interessante la relazione di Chiara Solari che ha evidenziato importanti aspetti comportamentali di questo predatore, l’evoluzione della sua diffusione in Svizzera e nei paesi limotrofi e il funzionamento degli apparati amministrativi legati alla problematica “lupo”. Scarsa purtroppo la partecipazione dei produttori ticinesi.

La discussione è stata comunque proficua e BioTicino ha potuto trarre alcune conclusioni in merito.

a) La presenza di questo predatore in Ticino è vissuta con molta paura e avversione da parte dei nostri allevatori. Non sembrano esserci sostanziali differenze di veduta tra allevatori biologici e convenzionali.
b) Nelle valli, l’arrivo del lupo è visto come una vera e propria minaccia alla sopravvivenza dell’agricoltura in queste zone, soprattutto in regioni difficili e discoste. L’arrivo del lupo potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso e che acceleri la scomparsa delle piccole aziende con un conseguente abbandono di ampi settori del territorio vallerano.
c) Il problema esiste ed è importante agire. Lamentarsi senza approfondire la tematica, portando avanti preconcetti e rifiutando di almeno provare le possibili misure di difesa è un atteggiamento controproducente e ottuso.
d) In Ticino le modalità di risarcimento dei danni vanno migliorate, poiché risultano a volte meno favorevoli all'allevatore di quanto permetta la regolamentazione in merito. Queste difficoltà rischiano di contribuire ad acuire l’avversione dell’allevatore colpito nei confronti del lupo.

Bio Ticino è chiaramente in favore ad un dialogo franco e costruttivo tra le parti coinvolte, ma si rende conto che le posizioni sono agli antipodi e ben arroccate.

BioTicino propone:

a) Di recarsi durante l’estate da un nostro socio produttore in Verzasca per rendersi conto della situazione specifica.
b) Di organizzare una visita in regioni italiane morfologicamente simili al Ticino in cui il problema lupo è stato affrontato e risolto con un buon grado di successo e soddisfazione da tutte le parti riguardate dal problema.
c) Di organizzare un incontro con l’esperto italiano Franco Mari per approfondire ulteriormente la tematica.


L’agricoltura biologica a nord e a sud del Lucomagno – conferenza a margine della manifestazione biennale “Profumi e sapori” di Dangio. – 24 maggio 2009
Moderatore: Bruno Bergomi

Lo spunto di questa conferenza organizzata da BioTicino è stata l’enorme differenza che si riscontra nella percentuale di aziende agricole biologiche nella Valle di Blenio e nelle vallate del Grigioni italiano.

I dati statistici presentati dalla consulente ticinese Gaia Vergoni non lasciano dubbi in proposito: dal 2004 nel canton Grigioni il numero della aziende biologiche ha superato quello delle aziende convenzionali. Malgrado la schiacciante differenza, bisogna pur constare che in Ticino si assiste negli ultimi anni ad un lento ma costante aumento delle aziende che si convertono alla coltura biologica.

Paolo Urech, consulente bio del canton Grigioni ha una vasta esperienza nella conversione di aziende alla produzione biologica e con iniziative promozionali in favore dei prodotti biologici.
Ma perché ha senso produrre secondo le direttive bio?
Da una parte vi sono ragioni di mercato che indicano una lenta ma graduale crescita del consumo di prodotti biologici, anche se in alcuni casi specifici vi sono pure delle eccedenze in Svizzera (pensiamo per esempio al latte bio nella Svizzera interna). In secondo luogo è un modo per salvaguardare l’ambiente in cui viviamo ed in terzo luogo è una prima ma concreta risposta alla salvaguardia delle riserve minerali (pensiamo per esempio alle fonti energetiche usate per produrre concimi di sintesi). L’agricoltura biologica dà un contributo a tutto ciò sforzandosi di chiudere i cicli produttivi.

Evidentemente non son tutte rose e fiori neppure per la produzione biologica. Pensiamo per esempio all’obbligo di acquistare esclusivamente foraggi biologici (che causa non pochi problemi a diverse aziende di montagna), ad alcuni settori dove il prodotto bio è eccedentario, alla mancanza di filiere per la valorizzazione del prodotto biologico, ai prezzi di mercato che talvolta non premiano a sufficienza il prodotto biologico e infine ai contributi della Confederazione che non incentivano in modo determinante la produzione biologica.
La realtà è che oggigiorno anche diverse aziende biologiche fanno fatica a far quadrare i conti!

Quali soluzioni si possono intravvedere?
Il primo e fondamentale punto di forza per una produzione biologica di successo è legato alla regionalità della produzione e dello smercio. In questo senso è un modello la nostra cooperativa Con Pro Bio che dalla sua fondazione conosce un crescente successo.
Produrre e smerciare regionalmente dovrebbe anche impedire di creare eccedenze di determinati prodotti che sarebbero controproducenti.

D’altra parte non bisogna lasciarsi scoraggiare dall’assenza di filiere biologiche per certi prodotti. La collaborazione tra i produttori, la disponibilità della materia prima e iniziative innovative possono aprire nuove possibilità per valorizzare il prodotto biologico.

D’altra parte, diversi problemi pratici quali ad esempio la scarsità di foraggio bio, potrebbero essere mitigati da un maggior numero di aziende biologiche in Ticino. Del resto, visto che la maggioranza delle aziende ticinesi si trova in zona di montagna, lo sforzo per la conversione al biologico non è neppure eccessivo.

Bio Ticino si impegnerà per favorire ed incentivare il trend positivo della conversione di aziende agricole in Ticino grazie ad un lavoro di informazione e promozione più capillare e regionale. L’idea della conversione di un’intera vallata Ticinese alla produzione biologica è tutt’altro che un’utopia e potrebbe essere il primo concreto passo verso un cantone Bio…TICINO!

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